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Salute e Benessere : Malattie autoimmuni: tendono ad associarsi nello stesso soggetto
Inviato da Celeste Stella il 9/10/2021 9:30:00 (1050 letture)

Un recente studio conferma la tendenza delle malattie autoimmunitarie a colpire la stessa persona con patologie diverse, tra cui anche il diabete di tipo 1. Vediamo quali sono le principali secondo gli Autori, con il commento del dott. Michele Zini, endocrinologo e membro dell’Associazione Medici Endocrinologi (AME) -- Come si innescano le malattie autoimmuni? - Le malattie autoimmuni sono causate da errori del sistema immunitario, che inizia ad aggredire cellule dei tessuti sani invece di attaccare i nemici: virus, batteri, tossine etc che l’organismo può ospitare. Possono colpire un solo organo o organi diversi anche nella stessa persona e in genere la causa non è nota.



“Una delle malattie autoimmuni più comuni è la tiroidite di Hashimoto che si manifesta con una sintomatologia varia, dall’ipotiroidismo all’ipertiroidismo ma può anche decorrere senza una sintomatologia evidente”, spiega il dott. Michele Zini, del Centro Malattie Tiroidee dell’IRCCS Arcispedale “S. Maria Nuova” di Reggio Emilia e membro AMEAssociazione Medici Endocrinologi.



Chi è affetto da tiroidite da Hashimoto ha un rischio 5 volte maggiore



Un recente studio, pubblicato sulla rivista Autoimmunity Reviews, ha dimostrato che i pazienti con tiroidite autoimmune sono esposti al rischio di sviluppare nel tempo altre malattie autoimmuni in misura maggiore rispetto alle persone non colpite da tiroidite autoimmune. Le malattie autoimmuni sono state rilevate nel 19.5% dei pazienti con tiroidite autoimmune, e solo nel 3.9% dei controlli. Questo significa che avere una tiroidite autoimmune conferisce un rischio 5 volte maggiore di sviluppare una seconda patologia autoimmune oltre alla tiroidite.



Quali sono le principali malattie autoimmuni che possono associarsi?



Le malattie autoimmuni più frequentemente associate alla tiroidite di Hashimoto indicate dallo studio sono il diabete mellito tipo 1, la celiachia, la gastrite cronica autoimmune, la vitiligine, l’artrite reumatoide, la polimialgia reumatica, la malattia di Sjögren, la sclerosi multipla, il lupus eritematoso sistemico, la sarcoidosi.



Il problema può essere visto anche da una prospettiva diversa, e cioè arrivare alla diagnosi di tiroidite autoimmune partendo da altre patologie autoimmuni. Questo ha importanti ricadute pratiche, per esempio, tutti i pazienti con diabete di tipo 1 devono essere periodicamente testati per valutare la funzionalità tiroidea e la formazione di anticorpi antitiroidei, soprattutto i bambini con diabete di tipo 1.



I pazienti con malattie reumatologiche autoimmuni dovrebbero essere periodicamente valutati per cogliere la presenza di una tiroidite autoimmune, così come i pazienti con le altre patologie autoimmuni più frequentemente associate alla tiroidite.



Come si fa la diagnosi di tiroidite autoimmune?



Il riconoscimento di una tiroidite autoimmune è semplicebastano due test di laboratorio (TSH con metodo reflex e anticorpi anti-tireoperossidasi), eventualmente seguiti – in caso di risultato patologico – da un’ecografia della tiroide.



Nella pratica clinica, l’endocrinologo e i medici di medicina generale terranno presente la possibilità che una seconda malattia autoimmune si manifesti nei pazienti con tiroidite autoimmune di Hashimoto, soprattutto in coloro che ne hanno una suscettibilità genetica: eventuali sintomi, dati di laboratorio, familiarità possono essere indicatori per la ricerca di altre patologie autoimmuni.



Se, in teoria, sembrerebbe ragionevole ricercare attivamente la presenza di malattie autoimmuni in tutti i pazienti con tiroidite di Hashimoto, cercando di identificarle in una fase precoce quando ancora non hanno dato sintomi, al lato pratico, la numerosità delle possibili patologie autoimmuni rende molto difficile questa ricerca, che comporterebbe il ricorso a numerosissimi test di laboratorio ed esami strumentali. Inoltre, anche quando fossero colte in una fase iniziale, non è possibile mettere in atto una vera e propria prevenzione, cioè non si riesce ad evitare l’insorgenza della malattia conclamata.



Non esiste una manifestazione clinica comune a tutte le malattie autoimmuni, e i sintomi, i disturbi e le conseguenze cliniche delle malattie autoimmuni sono quelle specifiche di ogni singola patologia. Analogamente, non esiste un trattamento comune unico per tutte le patologie autoimmuni, ma ognuna viene trattata con farmaci e schemi specifici. E’ vero che per molte malattie di questo gruppo si ricorre a farmaci che sopprimono il sistema immunitario, ma i singoli farmaci, gli schemi, i tempi, le dosi e le associazioni sono stati studiati e validati singolarmente, per ogni patologia. Analogamente, anche il decorso clinico di ogni malattia autoimmune è indipendente. In altre parole, non ci può aspettare che curando una malattia autoimmune anche le altre eventualmente presenti migliorino.



“In conclusione”, spiega l’esperto, “è bene conoscere queste interazioni tra patologie autoimmuni – per capire quanto siano importanti i periodici controlli – senza tuttavia che questo diventi fonte di ansia costante, dal momento che la possibilità di ammalarsi non significa necessariamente che la malattia si manifesterà“.



  



 



 



 




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