Menu principale

Categorie news

Contatore visite OGGI

Utenti online

18 utente(i) online
(1 utente(i) in Rubriche)

Login

Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!

Foto recenti

Meteo in Italia

La situazione:
Scegli la Provincia

Cerca nel Sito

Foto recenti

Foto a caso

L'amara tentazione -
Gara a Budapest, e' la 'In Hair Salon's Full Fashion Night' -
Belen, ancora sesso in mare -
Joseph Smith fondatore dei Mormoni
In vendita la nuova Lancia Flavia cabrio
Foto di Madonna nuda vale 10mila dollari
Le quarantenne sono le più affascinante
Come eravamo
Nessuno conosce le proprie possibilita’ finche’ non le mette alla prova
Foto storiche
SmartSection is developed by The SmartFactory (http://www.smartfactory.ca), a division of INBOX Solutions (http://inboxinternational.com)
Rubriche > DIALOGO CON L'EDITORE > Il tesserino non serve a niente, il vero giornalismo si fa con coraggio e onestà
Il tesserino non serve a niente, il vero giornalismo si fa con coraggio e onestà
Articolo di G.P. pubblicato il 12/10/2017 (148 Letture)
Giornalisti e pubblicisti... Comprati e venduti... specialmente nei piccoli paesi... Il miglior giornalismo oggi lo produce chi non ha un contratto sicuro in tasca, chi non ha quindici mensilità garantite. Lo produce gente che mette a rischio la propria faccia, la propria pelle, ma anche il proprio lavoro. Perché lavorare in stato di precarietà assoluta vuol dire non avere difese, vuol dire avere molte più difficoltà ad andare avanti. Ma spesso sono proprio questi giornalisti ad aver tirato fuori le storie più dure e dolorose.... o si vendono... 



È un giornalismo difficile, pericoloso, che troppo spesso è costato la vita di chi lo ha portato avanti e che, anche ora che la Mafia ha smesso di uccidere, richiede troppo spesso a chi lo fa un prezzo altissimo: la solitudine, l'isolamento, la marginalità.

Si parla di un giornalismo che è quasi sparito, seppellito dalle convenienze e dalla pavidità di alcuni, ma anche dalla cappa della cosiddetta 
Oggettività che qualcuno ha infilato a forza addosso a un mestiere che, al contrario, neutrale non è per niente.

Il giornalismo è un mestiere in cui ti devi schierare rispetto alla verità. Devi fare una scelta di campo, devi farlo con onestà intellettuale e devi saperlo che non sei mai al di sopra dei fatti che racconti, questo è il difficile...

Nessun giornalista si può considerare alla stregua di un notaio o di un passacarte. Le cose che scrivi passano per forza attraverso la tua esperienza, la tua vita. Purtroppo a volte l'errore di considerarlo un lavoro da amanuensi è stato fatto. È stato considerato un lavoro come tanti altri, rischiando di rimanere astratto, distante, privo di empatia e, in fondo, senza capire che spesso il nostro lavoro e i nostri racconti hanno una importanza sociale straordinaria. Certo, parlo soprattutto di luoghi e tempi in cui il giornalismo è stato di frontiera, ma vale per ogni campo.

Chi ha paura della buona informazione? Chi ha bisogno di avere intorno a sé un giornalismo impigrito, distratto, benedicente e benevolente... ? I politici corrotti... 

Giornalista privo di autorevolezza non vuol dire per forza che ci debbano essere peccati da nascondere o segreti da tacere. Solo che ci sono dei contesti sociali, politici o civili in cui l'assenza di buona informazione è una garanzia di impunità a tutti i livelli. Per cui si lavora con meno controlli, con più spregiudicatezza. Ci sono campi in cui, in Italia, si costruiscono carriere senza doversi mostrare agli occhi dell'opinione pubblica. Per questo un giornalismo impigrito certamente fa comodo.

Da parte dei giornalisti ho l'impressione che si sia perso il piacere dell'indagine, della scoperta e del racconto, anche perché l'informazione in tempo reale prodotta attraverso i nuovi media ha almeno in parte tolto ai lettori il vecchio gusto di un'informazione che non si fermava alla superficie delle cose, alla prima domanda, ma che voleva andare oltre. In parte anche perché in passato l'informazione si è nutrita di eventi emotivi che oggi mancano.

Non è soltanto un problema di regole dell'Ordine o di regole d'ingaggio del mestiere, è anche un problema dei giornalisti. È innegabile infatti che quella parte di giornalisti che stanno dentro un sistema di riconoscimenti e di formalità si sentono di far parte di una casta. In tanti considerano tutto ciò che sta fuori frutto di improvvisazione, precarietà e, per così dire, periferia della professione. Ma è proprio lì, nelle periferie dell'Italia e della professione stessa, che sta venendo il miglior giornalismo. Il miglior giornalismo oggi a volte lo produce chi non ha un contratto sicuro in tasca, chi non ha quindici mensilità garantite. Lo produce gente che mette a rischio la propria faccia, la propria pelle, ma anche il proprio lavoro. Perché lavorare in stato di precarietà assoluta vuol dire non avere difese, vuol dire avere molte più difficoltà ad andare avanti. Ma spesso sono proprio questi giornalisti ad aver tirato fuori le storie più dure e dolorose.... o si vendono... Perché sono più deboli e più soli. Ma per essere un buon giornalista, per fare bene questo mestiere non occorrono tesserini rossi, né esami dell'ordine. Puoi essere un pessimo giornalista ed avere il tesserino da professionista e puoi essere uno straordinario narratore e cronista e non essere nemmeno iscritto all'albo.

Un giornalismo precario è un giornalismo a rischio, sia professionale che personale. Da un canto il bisogno di fatturare e di scrivere per guadagnare portano ad abbassare la qualità, a scrivere di più, peggio, e a non poter rischiare di pestare i piedi dei potenti. Dall'altra, il fatto di essere fondamentalmente da soli, espone certamente a pericoli più grossi. Se il prezzo di un giornalismo realmente libero è il fatto che sia un giornalismo senza padroni, ma anche senza soldi, allora forse è un prezzo troppo alto da pagare. Poi, chiariamo, esistono anche grandi storie di giornalismo che non sono corsare e precarie, ma sono sempre di meno. È per questo che in commissione antimafia ci stiamo battendo da anni per rendere più tutelata la figura del freelance; la mafia si è creata anche nei piccoli paesi... con informazioni manipolate... 

In fondo, ad alcuni politici fa comodo una stampa dormiglione... Perché consente di non sentire il suo fiato sul collo...

Il giornalismo c'è. Ce ne sono tanti di giornalisti onesti che, anche contro le difficoltà di cui abbiamo parlato prima, continuano a fare egregiamente il lavoro di quelli che non ci sono più. È la mafia ha capito che il prezzo che ha pagato per aver ucciso magistrati, politici e giornalisti è stato troppo alto in confronto ai benefici. Ora cerca vie diverse, che non è detto che siano meno dolorose degli omicidi, comprare i giornalisti... questo purtroppo accade spesso nei piccoli paesi... 

È più semplice parlare dei morti. Perché parlare di vivi significa anche esporsi e parlare di se stessi. I morti fanno meno male. I martiri fanno più comodo degli eroi.

Mafia: Organizzazione criminale suddivisa in più associazioni (cosche o famiglie ), rette dalla legge dell'omertà e della segretezza, che esercitano il controllo di attività economiche illecite e del sottogoverno, nata in Sicilia oggi molto diffusa nei piccoli paesi d'Italia. Tendenza a sostituirsi alla legge (di nascosto) con l’azione o il prestigio personale, per lo più attraverso la formazione consorterie, e con atteggiamenti di boriosa insolenza: ambienti in cui regna la mafia. Ostentazione di eleganza, di spavalderia, specialmente i alcune famiglie. 




 


Naviga negli articoli
Il disturbo narcisistico di personalità prossimo articolo

Rubriche

Chiamaci su Skype

Social Networks

Messaggi dal Guestbook

  • 20/11/2008  Sono Miriam di Milano  Sono Miriam di Milano vorrei dirvi ...
  • 7/9/2008  Luisa Casalnuovo (NA) - Italia -  Ho letto le vostre rubriche eccezionali e o visto le foto sui tifosi belle
  • 7/9/2008  Luisa Volla (NA) - Italia  Coplimenti un ottimo sito non è caotico ed è molto chiaro
  • 23/8/2008  Kya  X Angela
  • 16/8/2008  Jonny  Divertente
  • 15/8/2008  Sara - Napoli  Sotto Voce è molto interessante -
  • 13/8/2008  Sara  Salve leggo spesso con le mie amiche i vostri messaggi nella rubrica sotto voce
  • 13/8/2008  Celeste - Napoli -  Per Angela di Napoli
  • 13/8/2008  Popetta  Per Angela
  • 13/8/2008  Mary Bon  Ad Angela di Napoli


  • Visita

News più lette

Un articolo a caso

Bella donnaIl cavo orale comprende i due terzi anteriori della lingua, le gengive, la superficie interna delle guance e delle labbra, la parte inferiore della bocca sotto la lingua (il pavimento orale), la parte superiore ossea della bocca (il palato duro) e la zona oltre i denti del giudizio (il trigono retro molare). La presenza sulle mucose del cavo orale di una tumefazione persistente, di una macchia bianco rossastra che non si risolve, ovvero di una ferita che non si rimargina sono possibili segnali di allarme  perché potrebbero essere la manifestazione di una lesione pre tumorale o  tumorale del cavo orale.

News a caso

Articoli dalle Rubriche

Ultimi video inseriti

Video a caso

Quanto guadagnano i testimoni...
(Wed, 09-Jul-2008)
Quanto guadagnano i testimoni...
Pavarotti & Bono (U2) -- Ave ...
(Tue, 18-Nov-2008)
Pavarotti & Bono (U2) -- Ave ...
James Last - La Playa -
(Mon, 12-Sep-2011)
James Last - La Playa -
Tammurriata Nera - Nuova Comp...
(Thu, 19-Mar-2009)
Tammurriata Nera - Nuova Comp...
Africa Chill Out Music
(Mon, 15-Feb-2016)
Africa Chill Out Music
Roberto Saviano - IL COMMERCI...
(Thu, 17-May-2012)
Roberto Saviano - IL COMMERCI...
Butera " Mormoni " Chiesa di ...
(Wed, 05-Nov-2008)
Butera
Gol Totti
(Wed, 25-Jun-2008)
Gol Totti
Intimo per San Valentino. Gir...
(Sun, 08-Mar-2009)
Intimo per San Valentino. Gir...
Va Pensiero - Pavarotti @ Zuc...
(Thu, 14-Oct-2010)
Va Pensiero - Pavarotti @ Zuc...