Differenza donna ieri e oggi
Categoria : GOSSIP
Pubblicato da Lucia Iorio in 18/6/2011
TintarellaLa donna, non era soltanto discriminata rispetto ai maschi ma non poteva amministrare il suo patrimonio senza il consenso del padre o del marito, né poteva ricoprire cariche pubbliche. Dopo la Rivoluzione francese, Napoleone ampliò la sfera dei diritti delle donne: venne così concesso loro di mantenere il proprio cognome, anche in caso di matrimonio, e di esercitare autonomamente attività commerciali, e fu abolita la disparità di trattamento nella divisione dell’eredità del patrimonio familiare. Napoleone però non eliminò la situazione di inferiorità dell’universo femminile. La donna, anche se sposata, continuò a restare per molti aspetti sotto la tutela maschile, perché non poteva intraprendere azioni giudiziarie senza l’autorizzazione del marito, e neppure poteva donare, vendere, acquistare beni senza l’assenso del coniuge. Uno dei primi movimenti che mirò alla libertà e al raggiungimento della parità dei diritti delle donne con quelli degli uomini, fu quello delle suffragette sviluppatosi nell’800, le quali miravano a raggiungere il suffragio universale anche per le donne. 


coppia3




Le condizioni sociali della donna nel passato e nel presente



La condizione della donna nella società è passata attraverso notevoli modifiche nel corso dei secoli, a seconda dell’evoluzione politica e giuridica dei popoli, della diversità dei fattori geografici e storici e della sua appartenenza ai vari gruppi sociali. In quasi tutti i tempi e paesi la donna fu sottoposta nelle società del passato a un trattamento meno favorevole di quello riservato all’uomo. Per molto tempo la donna è stata inferiore all’uomo sul piano giuridico, economico e civile e per tanto tempo è rimasta esclusa da tutta una serie di diritti e di attività. Il ruolo della donna era quello di madre all’interno della famiglia e il suo compito principale era quello di svolgere le faccende domestiche.

La donna, però, non era soltanto discriminata rispetto ai maschi ma non poteva amministrare il suo patrimonio senza il consenso del padre o del marito, né poteva ricoprire cariche pubbliche.

Dopo la Rivoluzione francese, Napoleone ampliò la sfera dei diritti delle donne: venne così concesso loro di mantenere il proprio cognome, anche in caso di matrimonio, e di esercitare autonomamente attività commerciali, e fu abolita la disparità di trattamento nella divisione dell’eredità del patrimonio familiare. Napoleone però non eliminò la situazione di inferiorità dell’universo femminile. La donna, anche se sposata, continuò a restare per molti aspetti sotto la tutela maschile, perché non poteva intraprendere azioni giudiziarie senza l’autorizzazione del marito, e neppure poteva donare, vendere, acquistare beni senza l’assenso del coniuge. Uno dei primi movimenti che mirò alla libertà e al raggiungimento della parità dei diritti delle donne con quelli degli uomini, fu quello delle suffragette sviluppatosi nell’800, le quali miravano a raggiungere il suffragio universale anche per le donne.

Oggi le donne sono presenti nella società, nel mondo dell’impresa, nelle università, nella magistratura e nella pubblica amministrazione, nel Governo e in Parlamento, svolgendo a volte lavori anche molto impegnativi, di un certo peso all’interno della società, o lavori che fino a qualche tempo fa 


svolgevano solamente gli uomini. Oggi le donne, nella società occidentale, possono compiere scelte importanti all’interno della famiglia e possono scegliere l’educazione più adatta da trasmettere ai propri figli. 





Purtroppo però la situazione della donna non è positiva in tutto il mondo, infatti la donna nei paesisottosviluppati occupa un ruolo marginale all’interno della società e all’interno della famiglia.


Ad esempio in Africa, la donna viene sfruttata al massimo; infatti è la donna a svolgere i ruoli più impegnativi come ad esempio lavorare nei campi, portare sacchi di merce sulla testa per ore e ore di cammino oppure andare a riempire secchi d’acqua per tutta la famiglia. E tutt’ora si parla di discriminazioni e di violenze sulla donna.



Ogni donna dovrebbe ritenersi fortunata nel vivere in un’epoca e in un paese dove questo problema è in parte superato. Non dobbiamo dimenticare, però, le donne meno fortunate, ma necessario invece fare di tutto per aiutarle a migliorare la loro condizione affinché possano, un giorno, vivere in una condizione migliore. Ai giorni nostri, molte associazioni organizzano manifestazioni sull’argomento cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica, che pesa oggi sulle condizioni di vita della donna. Il simbolo della festa della donna è la Mimosa. La Festa è molto attesa, e le donne solitamente festeggiano tra di loro senza gli uomini. Ma perché proprio la mimosa è il simbolo della festa della donna? Perché, oltre al fatto che fiorisce proprio nel periodo in cui capita la ricorrenza, il suo colore, giallo, presenta vitalità, allegria ed è un colore gioioso.  La donna uscì dalla costola dell'uomo non dai piedi per essere calpestata, nè dalla testa per essere superiore. ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta e accanto al cuore per essere amata. Prendiamo in considerazione questa frase per far capire a tutto il mondo che la donna è alla pari dell’uomo e che forse, per i ruoli che lei svolge continuamente e contemporaneamente nella sua vita sociale dovrebbe esser onorata per la sua capacità di esser madre, moglie, figlia e lavoratrice sempre, !